Le dichiarazioni inesatte e reticenti dell’assicurato ai sensi dell’art. 1892 c.c. Onere probatorio ed evoluzione giurisprudenziale alla luce della recente ordinanza della Suprema Corte (cfr. Cass. Civ. ord. n. 29456 del 07.11.2025).
La recente pronuncia della Suprema Corte (cfr. Cass. Civ. ord. n. 29456 del 07.11.2025) offre spunti di riflessione rispetto ai presupposti applicativi dell’art. 1892 c.c., partendo da una fattispecie che poneva al Giudice di legittimità il quesito relativo all’applicabilità delle clausole cd. claims made in un caso di stipula di una polizza assicurativa di un
DANNO DA PERDITA DEL FETO COME DANNO DA PERDITA DEL RAPPORTO PARENTALE E PERSISTENTE VALIDITA’ DEI CRITERI DI LIQUIDAZIONE DI CUI ALLE TABELLE DI MILANO.
Con ordinanza del 6 ottobre 2025 la Sezione III della Corte di Cassazione è tornata sul tema della liquidazione del danno da perdita del feto, qualificandolo come danno da perdita del rapporto parentale, in quanto tale risarcibile secondo i parametri di cui alle Tabelle di Milano, salve le personalizzazioni imposte dalle peculiarità del caso concreto.
Le nuove frontiere del danno da perdita della capacità lavorativa. Il medico legale non è Giudice.
Con l’ordinanza n. 22584 del 5 agosto 2025, la Suprema Corte di Cassazione, non si è limitata a ribadire taluni importanti principi in tema di liquidazione del danno patrimoniale da perdita della capacità di guadagno, avendo assunto, con riferimento a taluni profili, posizioni innovative degne di nota. L’occasio per la presa di posizione degli Ermellini
La non cumulabilità di indennizzo assicurativo e risarcimento del danno -Compensatio lucri cum damno – Evoluzioni interpretative alla luce della recente ordinanza della Suprema Corte (Cass. Civ. ord. n. 3429/2025).
L’ordinanza della Suprema Corte n. 3429 del 10.02.2025, in continuità con l’orientamento espresso a più riprese dagli Ermellini, offre utili spunti di riflessione rispetto alla cumulabilità del risarcimento e dell’indennizzo, richiesti in conseguenza delle lesioni personali occorse ad un sinistro stradale per il quale risultava già avanzata richiesta anche all’assicuratore del terzo responsabile. La questione,
Sul diritto di accesso agli atti in ambito assicurativo ex artt. 146 cod. ass. e 2 D.M. n. 191/2008 – Presupposti interpretativi richiamati dalla Suprema Corte con l’ordinanza n. 12605 del 12 maggio 2025 – differenze in caso di indennizzo diretto ed azione ordinaria.
L’orientamento espresso dalla Suprema Corte, di recente, giusta ordinanza n. 12605 del 12 maggio 2025, delinea i presupposti del diritto di accesso agli atti in ambito assicurativo, tracciando i limiti applicativi di cui agli artt. 146 cod. ass. e dell’art. 2 D.M. n. 191/2008 ed evidenziando i casi in cui la compagnia assicurativa non possa essere
Sinistro stradale all’estero con lesioni al trasportato – Esperibilità dell’azione nei confronti dell’impresa di assicurazione estera del responsabile del sinistro ovvero del mandatario in Italia – Inammissibilità dell’azione ex art. 141 D. Lgs. 209/05.
Nell’ampia casistica dei sinistri stradali che vedono il coinvolgimento di veicoli italiani e stranieri, la recente sentenza del Tribunale di Benevento offre interessanti spunti di riflessione rispetto ad una fattispecie di lesioni subite dal terzo, trasportato su veicolo italiano a seguito di un sinistro avvenuto in Ungheria, con veicolo antagonista immatricolato all’estero; nella circostanza, il